Il colloquio di lavoro per il manager


Sappiamo tutti, anche grazie alle innumerevoli fonti sul web, quali sono i must per sostenere, in generale, un soddisfacente colloquio di lavoro. Dopo una prima parte di ripasso generale utile a manager e non, ciò che approfondirò è il come va preparato l’incontro da parte del candidato manager che si appresta ad inserirsi nel middle o top management di una realtà che sia più o meno strutturata.


Elementi noti

- Puntualità

Do per scontato che tu sia puntuale, per puntualità intendo che trovo giusto arrivi al luogo dell’appuntamento 5 minuti prima; se sei troppo in anticipo, fa una passeggiata e ritorna all’ora stabilita, ricorda che tutto ciò che farai è soggetto ad analisi da parte dell’azienda e del selezionatore che, solitamente è uno psicologo. Se c’è da attendere, cerca d’esser quanto più rilassato possibile, magari leggendo il Sole 24 ore piuttosto che un giornale estremamente politico, sportivo o di gossip.

- Abbigliamento

Do per ancor più per scontato che sappia abbigliarti in maniera opportuna. L’abbigliamento opportuno dipende appunto dal tipo di azienda, dal contesto e dalla posizione per cui ti sei candidato; comunque, nella maggior parte dei casi un abito coordinato con cravatta per lui ed un completo/tailleur per lei è quasi un obbligo. Viceversa, ad esempio, se l’azienda è del comparto creativo, potete uscire, ma non troppo, fuori da questi canoni.

- Atteggiamento

Da quando arrivi in azienda a quando uscirai, sarebbe bene riuscissi ad esser quanto più rilassato possibile. Dimentica i problemi e le frustrazioni, l’ansia inficia la tua performance. Cerca, conservando i tratti caratteristici che ti appartengono, di allinearti allo stile dell’azienda ed al modo di fare del selezionatore. Attento a come gesticoli, a come ti muovi ed all’inflessione della voce, compresi tono, ritmo e timbro, il linguaggio para verbale e quello non verbale dicono di te molto di più di quanto dica il verbale.

- Selezionatore

Il colloquio è un momento ricco di tensione per il candidato ma anche per chi lo valuta. Ebbene si, il selezionatore ha l’arduo compito di ottenere ed, ancor di più, percepire tutte le informazioni caratteriali e non di un candidato; dovesse sbagliare, inserirà in organico un candidato non idoneo con conseguente perdita di tempo, danaro e produttività.

Solitamente il selezionatore nella scelta di un candidato, si pone una serie domande ed ha una serie di dubbi che vuole tu debba esser in grado di dissolvergli. Soddisfacendolo, in tal modo, potrai acquisire buone chances di divenire il “candidato giusto”.


Dunque, per piacere al selezionatore devi esser dotato di:

  1. competenze umane
  2. competenze tecniche

Per quanto attiene alle competenze umane, un po’ ne ho discorso poc’anzi nell’atteggiamento ma ci son degli ottimi autori che sulla “comunicazione”, ne sanno più di me, per cui ti rimando a loro.

Per quanto, invece, riguarda le competenze tecniche, approfondiamo ora la fase preparatoria del candidato manager per affrontare un dato colloquio, da non confondersi con le competenze tecniche che gli occorrono avere per svolgere quel ruolo.


La preparazione del candidato manager al colloquio

La preparazione ad un colloquio, ritengo sia la fase più importante del colloquio: da casa devi studiare, devi prepararti al meglio, come fosse un esame.

  1. raccogli quante più informazioni possibili, sulla società, sulla mansione, sul management, sulla proprietà. Trovo altamente professionale investire qualche euro anche in una visura camerale approfondita dell’azienda, dalla quale reperire informazioni circa il bilancio dell’anno precedente, il management, i dipendenti. Più sarai informato, più sarai capace d’impressionare il selezionatore denotando spirito d’iniziativa, interesse, curiosità e competenze.
  2. preparati alle eventuali domande del selezionatore. Di certo non puoi conoscerle tutte in anticipo ma molte, sebbene formulate in maniera diversa, sono solitamente abbastanza prevedibili o, comunque, volte a recepire lo stesso tipo di informazioni. Parte verteranno sui requisiti desiderati per il ruolo ricercato, parte saranno domande sulla tua personalità. Allenati, meglio se di fronte uno specchio e con registratore in funzione, così potrai migliorare la tua performance, rivedendoti e riascoltandoti.
  3. definisci la lista di domande da porre al selezionatore. Il colloquio è a tutti gli effetti uno scambio d’informazioni, pertanto il candidato ha il diritto ed il dovere di porre domande relativamente all’azienda, al ruolo, al mercato. Tieni bene a mente che è importante fare domande di qualità, un selezionatore in gamba ti valuta anche mentre sei tu a porre quesiti.
  4. prepara il materiale da portare a colloquio. Oltre al curriculum e alla lettera di presentazione, se hai delle pubblicazioni, delle ricerche, la visura camerale di cui sopra, sono ben accetti. Inoltre ti consiglio di corredare il tuo plico di due documenti importanti che, almeno a me, han portato sempre benissimo e ben predisposto chi mi ha valutato.  Prepara una fotografia dell’impresa, una sorta di organigramma, ovviamente non relativo a ruoli e funzioni ma alle macroaree di cui l’azienda si compone: mercato, portfolio, prodotti/servizi, business unit, partnership, aziende controllate, partecipate. Prepara anche uno schema, un mini progettino, durante il quale esponi perché potresti essere utile all’azienda, analizzando eventuali criticità e/o e le tue contromisure, dimostrando grazie al tuo intervento quali migliorie si otterrebbero e soprattutto, se riesci a quantificarlo, quale conseguente aumento della produzione. Individua, se riesci, ulteriori canali di business o strategie alternative a quelle in essere. Ricorda che il selezionatore percepisce meglio il prima/dopo del tuo intervento e ricorda bene i numeri.


“Non c’è una seconda occasione per lasciare una buona prima impressione”